// Marketing · Advertising
Gli esseri umani hanno un difetto: facciamo molta fatica a prendere decisioni efficaci, istantanee e durature. Da qui certi effetti collaterali indesiderati — le ore di shopping da cui torni a casa con la borsa vuota, le relazioni tira e molla, i weekend da bollino rosso in cui tutti si mettono in autostrada nello stesso identico momento per andare nello stesso identico posto. E poi si lamentano del traffico (quanto, di fatto, sono loro stessi “il traffico”).
Stupidi cervelli biologici.
Nel marketing questo ha una ricaduta precisa: le persone, anche le più in target, non sceglieranno quasi mai di fare l’azione che proponi alla prima occasione (comprare, scaricare un contenuto, compilare un modulo). Ci penseranno sempre un po’.
Nel tempo si sono messe in campo numerose leve psicologiche per “dare una spintarella” alla decisione (offerte limitate, bonus, garanzie, FOMO, scarsità e urgenza di ogni tipo). Ma il problema dell’indecisione resta. Quindi, se vuoi che una persona compia una certa azione, devi prevedere di proporle il messaggio più volte, in luoghi e momenti diversi, fino a quel “sì” tanto atteso.
A questo si aggiunge un fattore: persone diverse frequentano “luoghi” digitali diversi. C’è chi scorre Facebook un paio di volte al giorno, chi vive su Instagram o TikTok, chi apre LinkedIn ogni tanto, chi non si perde l’ultimo articolo del suo blog preferito. Quasi tutti aprono l’email; qualcuno fa colazione con YouTube, altri ascoltano un podcast nel tragitto casa-lavoro.
Per quanto omogeneo sia il tuo pubblico, le persone stanno in posti diversi, in momenti diversi, in ordine sparso. Per questo, qualunque sia l’obiettivo, serve una strategia di marketing multicanale.
Una strategia di marketing multicanale usa più canali pubblicitari insieme per raggiungere lo stesso pubblico in luoghi e momenti diversi, aumentando le probabilità di conversione.
- Le persone non convertono al primo contatto e stanno su canali diversi.
- Una strategia multicanale le raggiunge in più luoghi e momenti.
- Misura con KPI e A/B test; premia solo i canali che rendono.
- Concentra prima, scala poi: pochi canali dominati battono sei canali annaspati.
- Vedi un caso reale di multicanale: Google, Meta, TikTok e YouTube su un unico funnel, con ogni evento misurato separatamente.
Cos’è una strategia pubblicitaria multicanale?
Quando pensi alla pubblicità immagini un annuncio sullo schermo. Ma il multichannel advertising è molto di più: è l’uso di più canali di traffico per raggiungere due scopi.
- Intercettare un pubblico più ampio di quello a cui arriveresti concentrando il budget su un’unica fonte.
- Raggiungere le stesse persone in luoghi e momenti diversi, aumentando le probabilità di intercettarle nel momento giusto e col messaggio giusto.
In sostanza, ti aiuta a connetterti con i potenziali clienti su più fronti contemporaneamente, per: aumentare la brand awareness (la notorietà del marchio), generare lead di qualità migliore, ottimizzare l’investimento e aumentare le vendite. Qui ci concentriamo sui canali di advertising online, ma una buona strategia può includere anche app, cartellonistica, SMS, spot TV o radio.
Multicanale o omnicanale: che differenza c’è?
Due termini che sembrano sinonimi, ma non lo sono. Il multicanale usa più canali in parallelo; l’omnicanale li integra in un’unica esperienza coordinata.
Nel multicanale ogni canale lavora verso lo stesso obiettivo, ma per conto suo: una campagna su Google, una su Meta, una newsletter. Nell’omnicanale, invece, i canali “si parlano”: dati e messaggi sono coordinati, così chi ha visto un prodotto sul sito ritrova un messaggio coerente nell’email e nell’annuncio successivo. L’omnicanale è il livello più avanzato — ma si parte quasi sempre da un buon multicanale fatto bene.
I canali più usati (e a cosa servono meglio)
Per orientarti, ecco una mappa veloce. Non servono tutti: serve scegliere quelli giusti per il tuo pubblico e per ciò che vendi.
| Canale | Forte soprattutto per… |
|---|---|
| Google Search | intercettare chi sta già cercando una soluzione (domanda consapevole) |
| Meta (Facebook/Instagram) | far scoprire il brand e generare interesse in un pubblico mirato |
| target B2B: professionisti, aziende e decisori | |
| YouTube | raccontare e dimostrare con il video, costruire fiducia |
| coltivare i contatti nel tempo e far tornare i clienti |
Perché dovresti realizzare una strategia multicanale?
In breve: è uno degli strumenti più potenti della tua cassetta degli attrezzi. Ti aiuta a raggiungere più clienti, trovare nuove opportunità e generare risultati misurabili lungo tutto il funnel (se ti stai chiedendo cosa sia, leggi la guida completa al funnel marketing), più velocemente e a costi inferiori.
Non è solo teoria. Secondo un’analisi di Omnisend, le campagne che coordinano tre o più canali registrano un tasso di acquisto superiore del 287% rispetto a quelle su singolo canale. Tradotto: i punti di contatto multipli non si sommano, si moltiplicano.
Raggiungi le persone dove stanno davvero
I tuoi clienti non sono tutti negli stessi posti online. Sapere dove si riuniscono ti permette di raggiungerli direttamente, lì dove focalizzano l’attenzione.
Raggiungi diversi segmenti
Anche clienti simili per demografia possono avere interessi e fonti molto diverse. Più canali ti permettono di indirizzare ogni segmento e scalare quando emergono nuove opportunità.
Fai remarketing più efficace
Il remarketing concentra i messaggi su chi ha già mostrato interesse (ha visitato una pagina prodotto, ha interagito con la tua pagina). Con la strategia multicanale puoi “seguire” gli utenti più interessati su più piattaforme, aumentando la probabilità di portarli a conversione.
Come si costruisce una strategia di marketing multicanale?
// step 1Definisci il tuo pubblico target
- Identifica il cliente ideale (la target persona): caratteristiche demografiche (età, genere) e psicografiche (obiettivi, sfide, credenze limitanti).
- Definiscilo in base al comportamento online (come e quando usa i social).
- E al comportamento offline (dove fa acquisti).
- E al comportamento d’acquisto (quanto spesso compra).
// step 2Identifica il tipo di annunci che ti servono
Ora che sai a chi parli — e quali leve usare — capisci quale tipo di annuncio funziona meglio su ciascun canale. Tieni conto delle caratteristiche di ogni piattaforma: una creatività ottima su Facebook non è detto che renda su Instagram o LinkedIn. E pensa a chi trae più vantaggio dal vedere quell’annuncio: a chi ha già comprato basta magari un’email ricorrente, ma potrebbe rispondere a offerte di cross-selling in periodi specifici (es. sotto Natale).
// step 3Crea inserzioni specifiche per ogni canale
Devi conoscere il pubblico per dargli contenuti rilevanti. Su Facebook e su X servono creatività diverse, perché i pubblici hanno sensibilità distinte. Su social visivi come Pinterest e Instagram l’aspetto grafico è centrale, mentre un banner su un sito può essere più ricco di testo. Su YouTube un video ad può durare 15 secondi o meno, ma deve avere abbastanza sostanza per catturare l’attenzione prima dello “skip”.
// step 4Misura con le KPI giuste e ottimizza con gli A/B test
Quando alcuni canali rendono più di altri, è il momento di massimizzare con uno scaling selettivo. Per farlo devi misurare. Strumenti come Google Analytics ti dicono quali canali generano più conversioni, quanto ricavo porta ciascuno, il costo per conversione e il ROAS (ritorno sulla spesa pubblicitaria) di ogni campagna.
L’A/B testing è fondamentale: crea ogni annuncio in più varianti, confronta i risultati e premia solo le più efficaci. E ragiona sempre in termini di economia delle campagne — il discorso si lega a doppio filo al tuo costo per lead: è lì che capisci, canale per canale, quanto ti costa davvero un contatto.
Un esempio concreto. Un’azienda di servizi B2B può partire da Google Search (per intercettare chi cerca già la soluzione), affiancare LinkedIn (per i decisori in target) e l’email (per coltivare chi non è ancora pronto a comprare), e tenere tutto insieme con il remarketing. Tre o quattro canali, ognuno con un ruolo preciso — non sei canali buttati lì a caso.
Concentra prima, scala poi. Un budget spalmato su troppi canali genera dati troppo deboli per ottimizzare. Meglio dominare due canali che annaspare su sei.
Marketing multicanale: conclusioni
Se vuoi che la tua azienda prosperi, raggiunga più clienti ed emerga sulla concorrenza, una strategia di advertising multicanale è indispensabile. Abbatte i costi, rende il marketing più intelligente e — cosa più importante — aumenta vendite e fatturato.
Non devi essere un genio per farlo: bastano gli step di questa guida e tanta pratica, con mentalità aperta e flessibile. All’inizio sembrerà complicato. Poi, quando inizi a vedere i risultati, non potrai più farne a meno.
Ma prima di distribuire il budget su più canali, vale la pena chiedersi quanto investire in tutto: te ne parlo in quanto budget serve davvero per fare advertising.
Se invece stai valutando di affidare la regia del tuo marketing a un professionista, guarda prima da cosa dipende il prezzo di una consulenza.
Far girare più canali insieme senza perdere il conto di quanto costa ognuno è il mestiere della lead generation: stessa strategia, numeri separati per canale.
Domande frequenti sul marketing multicanale
Cos’è una strategia di marketing multicanale?
L’uso coordinato di più canali pubblicitari per raggiungere lo stesso pubblico in luoghi e momenti diversi, aumentando le probabilità di conversione.
Perché conviene usare più canali?
Perché le persone stanno in posti diversi e raramente convertono al primo contatto. Più canali ampliano la copertura e moltiplicano i punti di contatto.
Da quanti canali conviene partire?
Meglio concentrare il budget su pochi canali e dominarli, poi scalare. Spalmarlo su troppi fronti genera dati troppo deboli per ottimizzare.
Che differenza c’è tra multicanale e omnicanale?
Il multicanale usa più canali in parallelo; l’omnicanale li integra in un’unica esperienza coordinata, con dati e messaggi che dialogano tra loro.
Tanti canali, un solo obiettivo:
i tuoi clienti.
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